Il porto proibito

“Mettimi come sigillo sul tuo cuore, come sigillo sul tuo braccio, perché forte come la morte è l’amore.”

Si apre il sipario. E si apre con una citazione, una delle tante citazioni così ben intessute nel testo: “Da anni aspettavo qua gente come voi per far vivere altri fantasmi che ho in mente”.  Il porto sepolto comincia come un’avvincente e avventurosa storia di mare: un naufrago ritrovato su una spiaggia, una nave che deve tornare in patria, una difficile storia alle spalle fatta di tradimenti insospettabili. Abel ha perso la memoria: non sa come sia finito in fondo al mare, e anche dopo esser stato salvato, vaga come sperduto in quell’oceano che sembra però conoscere inspiegabilmente così bene. Ma la storia non si lascia interpretare facilmente: e dopo poco tempo capisci che diviene anche una storia d’amore. Il mistero si infittisce man mano che si rendono chiari i fili invisibili che legano i personaggi: tra misteri che si lasciano scoprire più facilmente, ne restano altri sottili e sospesi che percorrono tutto il testo. Le fila si intrecceranno sempre di più per legare tra loro storie e vite diverse: e l’affetto sarà il vero significato di ogni incontro. Sono tanti i temi che si scoprono preziosamente durante la lettura: dalla ricerca di se stessi alla morte. E questa immagine del porto proibito che ritorna, chiama, alletta i personaggi, e sembra racchiudere una verità che in fondo si sa ma si fatica ad accettare. Una verità che è anche meta e significato del viaggio, una verità che si può scoprire anche attraverso i libri: parole che sembrano rispecchiare la nostra vita e ci conducono, mano nella mano, alla fine del tragitto…

Due cose mi hanno colpita particolarmente (in positivo). In primis, l’eleganza con cui le varie citazioni di poeti vengono intessute nel racconto: si trovano sia citazioni interne al testo, dettate dai personaggi che leggono o ricordano a memoria dei versi di poesia, sia citazioni esterne al testo, che fanno da cornice ai vari “atti” del libro. Riescono a calare nell’atmosfera fitta di mistero e a nobilitare la storia. Tra i più citati vi sono Coleridge, Blake e Wordsworth, ma troviamo anche altre piacevoli sorprese: dal più famoso Neruda alla meno conosciuta Antonia Pozzi, poetessa del Novecento italiano.
Come seconda cosa, la bellezza dei testi e dei dialoghi, non scontato in una graphic novel, dove spesso viene privilegiato il disegno a scapito delle parole, che passano in secondo piano.

L’ultimo appunto che vorrei fare riguarda ciò che troviamo a fine libro: un elenco dei testi da cui sono tratte le citazioni, ma anche l’elenco delle musiche che hanno ascoltato gli autori durante la creazione dell’opera. L’ho trovato un piccolo tocco di genio.

I disegni sono di Stefano Turconi, la storia di Teresa Radice. Lei scrive, lui disegna: e sono innamorati. Come non amarli di già?

“Nonostante nulla possa restituirci lo splendore del prato, la gloria del fiore, noi non piangeremo, piuttosto troveremo forza in ciò che è rimasto indietro.”

Author: Viola

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