Il bacio più breve della storia – Mathias Malzieu


Avevo perso il bacio più breve della storia da qualche parte al theatre du Renard. Mi era scivolato dalla punta delle labbra nel cuore della notte, e questo rendeva il mio compito ancora più arduo.

La storia è fin dall’inizio curiosa e leggera. Un bacio improvviso e una ragazza che scompare: da qui un tentativo dietro l’altro per ritrovarla, grazie a strani aiutanti e buffe idee. L’absurd e l’ironia regnano in questo piccolo libro: e si sorride facilmente durante la lettura, ci si sorprende per l’originalità di alcuni dettagli, come per esempio durante la conoscenza di Elvis il Pappagallo, uno strano pennuto investigatore… oppure come per il bacio-cioccolatino, una delle idee utilizzate per cercare la ragazza misteriosa:

Non avevo alcun indizio olfattivo da fornirgli, ma forse potevo ingegnarmi a ricreare il gusto del bacio. Mi era venuto in mente di scovare gli ingredienti che corrispondevano al DNA goloso della ragazza invisibile per inocularlo nel pappagallo. …. Dopo aver analizzato tutti questi elementi, mi dedicai a elaborare un dolcetto ripieno di nettare di bacio.

Non è un semplice romanzetto d’amore: a tratti può sembrare un moderno romanzo epistolare e non manca di elementi di originalità. Ma se c’è un aspetto che ho amato più di tutti, forse è stato l’inserimento nella storia di una vecchia storia d’amore che fatica a venir dimenticata. Non importa quanto duri la ricerca della ragazza invisibile, e non importa averla trovata: c’è comunque quel grande amore del passato che ritorna e ci può far dubitare di tutto in un attimo. Raccontato però con la leggerezza del resto del libro, con lo stesso umorismo e con la stessa semplicità. Sembra di parlare con un amico: il personaggio ci racconta le sue emozioni, i suoi dubbi, le sue avventure, in tono colloquiale e simpatico.

Il finale è prevedibile, ma non è un punto a sfavore. Il bacio più breve della storia è un ottimo romanzo per l’estate.

Capita di scendere talmente sottoterra che perfino l’idea della felicità spaventa. Gli occhi del cuore si abituano all’oscurità e anche la luce più tenue si fa accecante.

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