Non stancarti di andare – Teresa Radice e Stefano Turconi

Non stancarti di andare, Stefano Turconi e Teresa Radice

Stefano e Teresa ci hanno parlato delle due cose di cui è più difficile parlare al mondo: l’amore e il dolore. E l’hanno fatto nel modo più efficace: raccontando una storia.

Non stancarti di andare di Teresa Radice e Stefano Turconi è una lettura che non potete assolutamente perdervi. Al suo interno racchiude una storia bellissima, capace di emozionare nel profondo, ma anche temi importanti su cui ognuno di dovrebbe riflettere. A partire dall’incontro tra culture, mostrato attraverso il mix affascinante di paesaggi, tradizioni, lingue e persone che affollano la trama. In un periodo come il nostro dove domina la paura del diverso, Stefano e Teresa hanno deciso di mostrarne il loro amore incondizionato, attraverso la prospettiva di chi è affascinato da ciò che possiamo trovare in ogni altra persona, indipendentemente dalla sua età, nazionalità, religione. Una delle tante protagoniste è poi la religione. I due autori mettono a nudo i dubbi e le perplessità che si possono avere di fronte al mondo complesso della Chiesa (di tutte le Chiese), ma riescono anche a mostrare la naturale bellezza della spiritualità. Anzi, una caratteristica importante del libro è proprio questa: la corrente di spiritualità che lo pervade, e che risalta da episodi, atmosfere, personaggi unici. Leggendo ci sembra di entrare a contatto con qualcosa di veramente intimo ma universale, che è una delle sensazioni più importanti che proprio la religione riesce a trasmettere. Sempre critici, Stefano e Teresa portano in primo piano le contraddizioni di un argomento così fondamentale per la nostra vita (non importa se siamo noi atei, cristiani, musulmani…).
Ma Non stancarti di andare è anche un inno all’arte: al suo potere immenso, al suo ruolo, alla sua capacità di farci immergere nella vita. Attraverso l’arte parlano di arte, così da riuscire a convincerci del loro messaggio in due modi: razionalmente, discutendone e facendoci riflettere, ed emozionalmente, conquistandoci con la loro arte fatta di parole, tratti e colori.

Poi c’è l’attualità, la guerra, le migrazioni, che esplodono all’improvviso sulla pagina in modo violento.
Stefano e Teresa ci hanno parlato delle due cose di cui è più difficile parlare al mondo: l’amore e il dolore. E l’hanno fatto nel modo più efficace: raccontando una storia. Inscrivendo su carta personaggi che sembra di poter sfiorare con mano, disegnando paesaggi che trasportano lontano, incantando con il loro sguardo incantato. Iris, Ismail, Maite, Padre Saul: intrecci, emozioni, muri, paure.
È un paradosso: ciò che esiste di più profondo, ciò che sentiamo di più umano, è anche ciò che è più facile banalizzare, denudare di importanza, appiattire, svilire. Non stancarti di andare invece colpisce con la potenza delle storie vere, e non si avvicina mai a una forzatura. Potremmo dire che non stona mai: crea una musica che ci sembra dire così tanto di noi, ma anche così tanto di tutto ciò che è troppo lontano da capire. Si vorrebbe leggere in un attimo, ma si ha paura di non godersi abbastanza le sue parole e i suoi disegni.
Bisognerebbe soffermarsi su ogni pagina con la lentezza che merita, ma Stefano e Teresa creano una corrente che ci trascina verso la fine, attesa con desiderio e paura. Ma la cosa più meravigliosa di Non stancarti di andare è il suo tentativo di rispondere alla domanda più grande che assilla in certi giorni bui: cosa si può fare di fronte a tutto il male, a tutto il dolore del mondo. Ed è uno di quei rari libri che ti convince che una risposta c’è. Con tutta la voglia di guardare il sole e sperare un po’ nel futuro.

Author: Viola

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