Le streghe – Roald Dahl

Illustrazione di Quentin Blake

I topi non sanno cosa siano gli esami e non hanno bisogno di soldi. I loro soli nemici sono gli esseri umani e i gatti. Inoltre i topi, una volta adulti, non sono costretti a fare la guerra e a combattere  contro gli altri topi. Più ci pensavo, più ne ero sicuro: i topi si amavano l’un l’altro. Gli esseri umani no.

Le streghe non ha bisogno di tante presentazioni: la maggior parte di noi l’ha letto da bambino, l’ha temuto o l’ha amato da matti. Dahl è un campione nel creare particolari macabri che così tanto divertono alcuni bambini: si sofferma sui dettagli più orripilanti, sulla fisicità della bruttezza, sulla crudeltà esasperata del male fantastico. Le streghe in questo sono le migliori: peggio persino dei giganti, quegli stessi giganti che nel GGG facevano stragi su stragi di popolli. Agli adulti tutto questo può far un po’ storcere il naso, ma ai bambini, anche a quelli più timorosi, piace: è una scoperta di fin dove si può spingere il disgusto, un continuo esercitare della fantasia. Dahl ci ha insegnato a fantasticare su dolci bizzarri, pozioni magiche e sogni strampalati, ma la fantasia può agire a qualsiasi livello della realtà, anche dalla parte del brutto. E saper immaginare il male, sapergli dare molteplici forme è un insegnamento importantissimo.
Il libro sorprende anche per un altro motivo: é uno dei più commoventi di Dahl, per il rapporto tra il protagonista e la magnifica nonna, che non si può far a meno di amare. Un’insolita alleata in un mondo dove gli adulti non credono mai ai bambini, capace di aiutare il protagonista a risolvere i suoi guai e a salvare il mondo – o almeno a salvare un bel po’ di bambini, che è comunque un buon inizio. Passando attraverso una tremenda trasformazione – il bambino che diventa topo – il protagonista – che rimane senza nome, ma in cui mi piace rivedere un piccolo Roald – scopre che cosa importa davvero nella vita – la sostanza oltre la forma. Perchè se sei amato non importa se sei umano o topo, e non possiamo che essere più d’accordo di così.

Non importa chi sei né che aspetto hai. Basta che qualcuno ti ami.

 

Author: Viola

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