La preda – Irene Némirovsky

Camminava a passi lenti sotto le finestre. Guardava gli uomini che si muovevano dietro i vetri illuminati come un innamorato deluso spia l’ombra delle donne che non può possedere. Sapeva che solo allora cominciavano a parlare seriamente di affari, di soldi, di tangenti, tutte cose dalle quali lui era escluso. Intuiva che là dentro si stringevano accordi, si stipulavano trattative, qualcosa di grosso, di sostanzioso, di serio e di quasi minaccioso che lui subodorava pur essendone all’oscuro. Essere giovane, sapere di possedere l’ardore, il desiderio, la volontà, un’intelligenza pronta, lucida e…nessun potere!

Buongiorno a tutti cari lettori!!

Con questo piccolo estratto vi parlo di una delle più belle letture fatte finora in questo 2018, un libro scritto da un’autrice di cui non avevo ancora letto nulla, Irène Némirovsky, ed il titolo è “La preda”.

La notte passava; spuntava il giorno; ricomincia il lavoro, ma lui non riusciva a reprimere il panico che aveva dentro, quel desiderio di tenerezza, quel disperato bisogno d’amore.

Il libro racconta la storia del giovane Jean-Luc, il cui unico obiettivo è la ricerca continua di un riscatto sociale. Vissuto nella povertà, cerca a tutti i costi un posto nel mondo, ma non un posto qualsiasi. Jean-Luc vuole un posto di potere, capace di appagare qualsiasi suo desiderio. La voglia di arrivare in cima lo consuma giorno dopo giorno, e non vi dirò come arriverà a tal punto, né tanto meno quale sia stato l’esatto momento in cui tutto ciò si è scatenato in lui, perché credo che sia bello scoprirlo pagina dopo pagina.

La sete di potere lo porta ad essere avido, senza cuore, punta dritto al suo obiettivo senza guardar in faccia nessuno. Ma per i soldi, il potere, vale veramente la pena spendere un’intera vita? L’amore per se stessi, per la famiglia, per le persone che ci vogliono bene, conta così poco davanti al denaro e al potere? Jean-Luc si ritroverà, ad un certo punto, a riflettere realmente sulle cose essenziali della vita, su quello che conta veramente avere e preservare da tutte le cattiverie del mondo.

È buffo, solo adesso soffro per ciò che mi è mancato per tutta la vita. La solitudine, il gelo nel cuore, tutto quello che in gioventù si sopporta così allegramente, tutto quello che si crede sia formativo, tempri la forza di volontà, tutto questo adesso mi abbatte.

Ho divorato questo libro. È diviso in due parti e la prima parte l’ho letta in una domenica mattina senza riuscire a staccarmene: la lettura scorreva insieme alla curiosità, alla voglia di sapere come si sarebbe comportato Jean- Luc, alle riflessioni su cosa avrei fatto io al suo posto. Tutto è descritto in maniera eccellente, i sentimenti, i pensieri, le ambientazioni, sono talmente scritti bene che ti coinvolgono pienamente, o almeno questa è stata la mia impressione.

Mi piace molto lo stile della Némirovsky. Come vi dicevo non avevo letto nulla di suo prima d’ora, e mi chiedo perché non l’abbia fatto! Recupererò sicuramente altri suoi libri, come ad esempio “Suite francese”, di cui ho sentito parlare benissimo. Sono curiosa di leggerlo.

E voi? Avete letto qualcosa della Némirovsky?

Author: Concetta Cassarino

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