Il ladro di stelle

C’era una volta, nel regno della Notte, una principessa bellissima: la sua anima, dicevano, risplendeva così tanto da farla sembrare addirittura una stella. Lei rideva amabilmente quando qualcuno le faceva un complimento simile: «Io, così piccina, una stella!» Ma ormai tutti la consideravano tale. Kallia, così si chiamava, aveva un cuore gentile, e amava far compagnia alle creature della notte. Tutti la conoscevano: eppure lei, così piccina, non poteva di certo conoscere l’Universo intero. Ma la sua fama la precedeva, e molti stellieri erano partiti dalle costellazioni più lontane per poterla conoscere, e, chissà, farla innamorare. Il padre di Kallia, il re del regno della Notte, sperava vivamente che lei si sposasse con uno stelliere nobile e valoroso, come, d’altronde, ogni padre desidera per la propria figlia. Ma Kallia aveva sempre la testa, e il cuore, altrove: odiava i banchetti e le feste ufficiali, e amava perdersi nel cielo e conoscere nuovi pianeti. Kallia era amica di molti, ma erano i pianeti che più la incuriosivano, perché erano i più stravaganti di tutti e nascondevano sul loro suolo creature stranissime. Una volta era capitata vicino a un certo pianeta Terra, e aveva scoperto che su di esso vivevano milioni e milioni di animali, di cui lei nemmeno conosceva l’esistenza. Quella notte parló molto con la Terra, ma il tempo non fu sufficiente per conoscere ogni cosa. Promise alla Terra, bella e cordiale, che sarebbe tornata a trovarla, prima o poi, per chiacchierare ancora. Tra viaggi e scoperte la piccola principessa trascorreva il suo tempo, e tutto era sereno al suo passaggio.

Fu una notte molto fredda che tutto iniziò. Puff! D’improvviso, una stella, sparì.

La paura si sparse di astro in astro, non era mai successa una cosa simile. Chi era stato? Cos’era successo? Non era mica un compito facile quello di rubare una stella.
Ma fu solo la terza notte, in cui Puff! furono rapite altre cinque stelle, che Kallia venne a conoscenza del terribile evento. Era un cuore sensibile, ma molto coraggioso: Kallia andò subito alle stalle roventi del suo palazzo e prese con sé il suo destriero, Hale-Bopp, e insieme partirono al galoppo per indagare intorno a quello strano mistero.
E mentre Kallia cavalcava luminosa per le strade nebulose, intanto, in tutto il cielo, le stelle continuavano a sparire. Era diventato un fenomeno di livello gigaversale: persino i buchi neri avevano paura, loro che di solito non avevano paura di niente. L’universo era in subbuglio, intere famiglie migravano alla ricerca di una costellazione più sicura, alcune addirittura si incamminavano verso altre galassie, intraprendendo un viaggio lungo e faticoso. Kallia confortava con poche e dolci parole chi incontrava, cercando di rassicurare tutti e di convincerli a rimanere nella loro dimora, e nel frattempo interrogava chiunque fosse stato vicino alle sparizioni.
Ma tutto sembrava un mistero.

Il silenzio circondava quel lembo di cielo. Dormivano le stelle, e i pianeti riposavano nel loro giro. Kallia, cavalcando pian pianino, scrutava con i suoi occhi cristallini i movimenti sospetti. Mentre accarezzava Hale-Bopp, sentì d’un tratto un rumore: voci sussurrate in lontananza. Decise di avvicinarsi il più cautamente possibile. Navigando verso Nord-Est, lo vide sempre meglio: una piccola creatura al bordo di uno strano animale stava parlando con una stella, in modo furtivo. Kallia si insospettì e lo chiamò da lontano: «Hey tu! Fermo lì! É la principessa che te lo ordina!» Ma appena lui si voltò, allungò il braccio verso la stella e Puff! Sparirono insieme.
«Fermo! Fermo!» Kallia partì all’inseguimento, ma non ci fu niente da fare: nel nulla si era dileguato, quel ladro di stelle.

Le notti successive furono le più dure: Kallia descriveva a tutti quello strano ragazzo e chiedeva a chiunque se l’avesse intravisto. La tristezza le copriva il cuore. Per fortuna c’era la sua cometa che le faceva compagnia! Era così lontana da casa…

La sesta notte Kallia parlò con la costellazione del Cereale. Stelle molto disponibili, genuine, ma che poco ne sapevano di quella faccenda. Si dava il caso però che accanto a queste abitasse solitaria una piccola timida stella, che appena vide Kallia parlare con le Cerealidi, cercò di nascondersi come poté. A Kallia parve strano, perciò, dopo essersi congedata, si avvicinò a lei.

«Ciao, io sono la principessa Kallia e sto indagando per la scomparsa delle stelle. Tu come ti chiami?» e la piccina rispose: «Io sono Telidra, ma non ti posso aiutare.»
«Oh Telidra, te ne prego! Non essere cattiva. In molti soffrono per questa situazione. Se sai qualcosa, aiutaci anche tu.»
La principessa Kallia era così pura che nessuno di buon animo sapeva mentire al suo cospetto. Telidra cominciò a piangere e disse: «Oh, principessa! Io ho fatto un giuramento, e non posso certo romperlo! Non posso rivelare chi sia, colui che tu cerchi.»
«Un giuramento!» Kallia divenne cupa in volto: sapeva bene quale fosse il valore di una promessa e apprezzava che Telidra fosse una buona suddita, fedele ai suoi principi. Ma come avrebbe fatto? Non era forse più importante la salvezza di tutti gli altri?
«Telidra, io ti posso capire. Ma in molti hanno paura, e questa strage deve aver fine. Pensa al bene comune e aiutami nella ricerca.»
«Kallia, principessa dei cieli, sono cresciuta nel bene e so cosa significhi il dolore. Se fosse pericoloso, io vi aiuterei…»
«Come puoi dire che non sia pericoloso? Spariscono ogni giorno decine di stelle ormai!»
«Dirlo proprio non posso. Ma forse un consiglio te lo posso dare: verso il pianeta Terra dovrai andare!»
«Grazie amica mia, sei stata preziosa. Non ti dimenticherò.»
E così Kallia partì al galoppo.

La Terra era il bel pianeta che aveva conosciuto qualche tempo prima: illuminata dal Sole, compagna della Luna, piena di abitanti strani e interessanti. La principessa si fidava delle parole che le erano state dette da Talidra, ma non sapeva cosa fare, una volta arrivata fin lì. Pensò di interrogare Terra, Sole e Luna per chiedere se ne sapessero qualcosa. Mentre si avvicinava però, ecco che lo rivide, quel ladruncolo crudele! Kallia partì all’attacco, e appena lui se ne accorse, cominciò a scappare. Hale-Bopp, però, era il destriero più veloce che esistesse: li riuscirono a raggiungere e HOP! D’un balzo Kallia fu sopra al ladro.
«No, no, ferma! C’è un grosso errore!»
Kallia non si fermava e con le sue manine di seta gli tirava pugnacci regali mentre lo insultava con le parole più cattive del suo repertorio (non erano molte, ma si sforzava): «Tu, irrispettoso ladro furfante cattivo! Finirai nelle celle del nostro buco nero, oh sì!!»
«Ahi ahi ferma! Sei forte per essere una ragazza!»
«Io sono Kallia e ti fermerò, nel nome della legge e giustizia stellare!»
«Ahi, ahi, fermati! Prometto di seguirti alle celle oscure se mi farai parlare!»
«Prometti?» si fermò tenendolo comunque fermo per un braccio.
«Prometto.»
Un altro meraviglioso dono di Kallia, dovete sapere, era la capacità di riconoscere le menzogne. E quella non lo era. Aveva promesso con la sincerità nel cuore.
«Puoi parlare. Ma dopo verrai condotto dove ordino io. Intesi? »
Lui annuì e cominciò a parlare.
«Vedi, io non sono un ladro. Non contraddirmi, ascoltami. Io non sono un ladro, io vado alla ricerca delle stelle che vogliono venire, liberamente, con me qui sulla Terra.»
«E che ci fanno poi, qui sulla Terra? »
«Principessa, io so trasformare una stella in una piccola luce: non preoccuparti, loro stanno bene, ed è una loro scelta. Possono parlare, ridere e scherzare come prima, solo che hanno perso un po’ di peso. »
«E una volta che sono luci, cosa fanno? »
«Posso mostrarti una cosa, principessa? »
Lei, dopo un’espressione di dubbio, acconsentì.
«Non puoi portare la tua cometa. Sarebbe pericolosa. »
«Ma come? »
«Fidati di me. »
Lo guardò negli occhi e lo seguì.

Il ladro (o forse) di stelle la portò sulla terra. Kallia non era mai stata sulla terra e la trovò affascinante, piena di vita e di cose diverse tra loro. Ma non aveva il tempo di conoscere tutto, perché il suo compagno misterioso la trascinava velocemente per mano tra le strade delle città, volando nella notte.
Si avvicinarono a una casa, e il ladro le fece segno di fare silenzio. Appoggiato al cornicione di una finestra, le mostrò con un dito il bambino che dormiva dentro la stanza.  Poi, tirò fuori dalla sua borsa una luce bianca. Una stella! Pensò Kallia, ed era proprio così.
Lui aprì leggermente la finestra e la fece scivolare dentro. Richiuse e fece allontanare con sé Kallia.

«Quello, era un bambino infelice
«Un bambino infelice? »
«Sì. Su questo Pianeta, non so come mai, sono molte le creature infelici. Ma una notte, per caso, vidi una cosa strana: un uomo guardando le stelle parlò insieme a loro, e benché ci fosse enorme distanza, si sentì poi felice. É questo che faccio. Io porto le stelle agli infelici
«E come può una stella far diventare felice qualcuno?»
«Perché questi uomini hanno solo bisogno di una luce che mostri loro la strada. »

Pensierosi, tornarono da dove erano venuti.

«Come ti chiami?»
«Christopher
«E da dove vieni?»
«Non lo ricordo più.»
«Cosa succede poi, alle stelle? Quando hanno compiuto il loro destino?»
«Decidono loro cosa fare. Possono tornare da me, e tornare a essere stelle. Oppure possono rimanere con la persona che hanno illuminato: queste persone sono molto fortunate e decidono di illuminare anche gli altri allora con quello che hanno imparato. Grazie alla loro stella lo riescono a fare, e questa non li abbandona mai. Diventano un’unica cosa.»
«Chris, come mai non puoi dire a tutti quello che fai?»
«Vedi Kallia, l’Universo è vasto, e anche se prevale il bene, il male è spesso in agguato. É come se qualcosa si opponesse a far diventare felici gli uomini. Come se gli uomini dovessero avere in sé questa… malinconia. Ma non penso sia corretto.»
«Oh no, non lo è.»
Rimasero in silenzio.

«Kallia, mi porterai alle prigioni ora?»
«No, ho un’idea molto migliore.»

Kallia sciolse Chris dal giuramento e gli promise che sarebbe tornata presto. Nel suo viaggio verso casa, parlò con tutte le stelle che incontrava e diceva «Andate da Chris! Andate a salvare un uomo! »

Kallia non si voleva far intimorire dal male. Lei credeva unicamente nel bene, nella speranza e nell’amore. Kallia e Chris da quella notte lavorarono insieme: si innamorarono, si sposarono e donarono tante stelle agli animi infelici.
Per chiunque aspetti la sua buona stella allora, che non si disperi. Kallia e Chris sono già alla ricerca di una luce da donargli: anzi, forse questa luce già lo sta illuminando da tempo. Quindi cercate la vostra luce dentro di voi, perché sicuramente loro non vi hanno dimenticati. Forse dovete solo cercare più a fondo.

Author: Viova

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