Praga: cosa fare in 3 giorni (+1)

Guglie gotiche, storie di fantasmi e luci romantiche sulla Moldava

La pioggia picchiettava leggermente sulla strada. La notte era calata già da qualche ora, con naturalezza, sulla città d’oro, racchiudendo tra le braccia ogni voce, ogni passo, ogni volto della lunga giornata. Aveva cominciato a piovere, una pioggia fine, dolce, che ripuliva le vie dagli odori delle botteghe e delle cucine di periferia, una pioggia che, a quella città, un po’ le apparteneva, con riflessi dorati e il profumo delle campagne, una pioggia che risuonava di violini lontani, perché nella notte qualche artista di strada si esercitava sotto i ponti nascosti, qualche dolore malinconico affiorava, e veniva catturato, delicatamente, da quella pioggia fine. In nessuna città al mondo esisteva un silenzio così, un silenzio di pioggia e musica, di vita nascosta e nostalgia.

 

 

3 motivi per cui scegliere Praga per la vostra prossima fuga dall’Italia:

1. Piccola ma piena di cose da scoprire. Praga si può visitare tranquillamente in 3 giorni, ma ogni angolo della città vi riempirà  di meraviglia. È una città perfetta per camminare con gli occhi rivolti al cielo (alle bellissime facciate liberty delle case, alle guglie gotiche o ai palazzi rinascimentali). Le distanze ravvicinate vi permetteranno di godervi la vacanza senza dover usare i mezzi pubblici e senza faticare troppo.

2. Economica. Nonostante negli ultimi anni sia diventata più turistica, Praga, rispetto ad altre sue concorrenti europee, rimane economica e accessibile a tutti, anche a giovani squattrinati come me.

3. Atmosfera unica: Praga è una città legata a storie di magia, leggende, racconti di fantasmi. Guglie gotiche, l’affascinante Ponte Carlo di sera… un’atmosfera un po’ spettrale e surreale, sempre sospesa nel tempo. Ma Praga è anche estremamente romantica, con le sue luci riflesse sulla Moldava e le strette vie in cui passeggiare mano nella mano. Chiunque si innamorerebbe in questa città!

 

Praga è piena di sogni persi in altrettanti sogni. A Praga, è tutto particolare, oppure – se volete, nulla è particolare. Puó accadere qualsiasi cosa.
(Jorge Luis Borges)

 

Avete 3 giorni a disposizione? Ecco un breve, rapidissimo itinerario che potete seguire per non perdervi le attrazioni principali.

 

1 giorno: centro storico, Stare Mesto

Arrivati con calma in città, potete dedicare la prima giornata (o mezza giornata per chi arriva per l’ora di pranzo) alla visita della città vecchia, il quartiere di Stare Mesto. Ogni angolo è davvero una scoperta. Passeggiate con lo sguardo rivolto ai bellissimi palazzi e alle torri sparpagliate qui e lì. Nella piazza principale, poi, ogni monumento è a sé e merita una visita: la torre dell’orologio, il municipio, la chiesa di Tyn… Attorno alla piazza c’è un reticolo di vie con negozietti di souvenir, artigianato e vendita dei dolci tipici di Praga… i Trdlnik! Finite la visita sul Ponte Carlo, magari al tramonto. Troverete artisti di strada e musicisti.

 

2 giorno: dall’altra parte del fiume

Il complesso del castello di Praga contiene numerose cose da vedere: la cattedrale di San Vito (non potete perdervela), il Vecchio Palazzo Reale, la Basilica di San Giorgio, il Vicolo d’oro (ovvero il vicolo degli alchimisti!), Torre delle Polveri… dedicate una mattinata intera alla visita, così da prendervela con calma e potervi riposare in uno dei caffè al suo interno (consiglio il Lobkowicz cafè). Dopo il pranzo, uscite dalla parte dell’Hrdcanske Namesti e andate verso la via di Novy Svet, molto tranquilla e pittoresca. Percorrendo la Nerudova poi scendete nel quartiere di Mala Stranà.

 

3 giorno: Josefov e Nove Mesto

L’ultimo giorno andate nel quartiere ebraico, Josefov. È una zona bellissima di Praga, anche qui i palazzi sono meravigliosi e hanno una facciata più bella dell’altra. Comprate il biglietto cumulativo per la visita del Cimitero Ebraico e della Sinagoga Spagnola: il cimitero è davvero suggestivo ed è stato di ispirazione per moltissimi racconti e leggende. La Sinagoga Spagnola, in stile moresco, è un capolavoro. Lì accanto trovate anche la statua in onore di Kafka, autore ebraico che ha vissuto in questa città.

Vi consiglio il pranzo in un ristorante vegetariano, Maitrea.

Nel pomeriggio passeggiate fra le architetture moderne della città nuova, tra il cubismo della Casa della Madonna nera di Gocar e le Tre Case Cubiste di Chochol.

Il fascino di Praga, affidato all’indefinibile e all’allusione, è il fascino di una nostalgia che crede di rivolgersi alla vita – una vita che appare sempre perduta e mai afferrata nel presente – e si rivolge invece spesso alla rappresentazione della vita, al suo ritratto fantastico o meglio alla solidale tradizione dei suoi ritratti fantastici.

(Claudio Magris)

 

Cosa fare con un giorno in più a disposizione?

Musei: vi consiglio il museo di Mucha, artista dell’art noveau e  il museo di Kafka;

Visite serali: magari una visita legata alle storie di fantasmi!

Giro in battello: romantico e piacevole, ve lo consiglio molto se ne avete il tempo

Praga non ci lascia più andare. Questa piccola madre ha gli artigli. Non c’è altro da fare che cedere. Per potersene liberare bisognerebbe darle fuoco da due lati, il Vyšehrad e il Hradčany.
(Franz Kafka)

Ecco delle piccole sorprese:

La libreria Shakespeare y Synove, vicinissima al museo di Kafka

Il monastero di Strahov, a dieci minuti da Novy Svet, ospita una bellissima biblioteca barocca e una collezione di dipinti. E’ sulla collina di Petrin.

Il Klementinum, ospita anch’esso una famosissima e spettacolare biblioteca d’altri tempi.

Quando sopra la sera anneriscono
le torri incappucciate della città di Praga
gli universi che invadono i sogni s’illuminano
nelle vetrine del corso Vastlar.
(Nazim Hikmet)

Praga è la mia città preferita in assoluto. La consiglio con il cuore. Appena avrete un weekend lungo libero, andate. Lasciatevi incantare.

 

Le piaceva ascoltare il suono dei suoi passi nella notte, le piaceva guardare i profili familiari dei ricchi palazzi liberty, immaginando la vita che si svolgeva tra quelle pareti, sotto i lampadari di cristallo e i mobili d’antiquariato, dove il tempo tornava indietro di centinaia di anni, dove la magia rimaneva intatta e le fiabe risuonavano di pietre preziose e di abiti sontuosi. Le piaceva osservare, catturare, attraverso i suoi occhi, le luci offuscate dei lampioni flebili: creavano un’atmosfera surreale, per cui le sue fantasie, spesso ricoperte dei dettagli più strani, di creature mitologiche e amori impossibili, non si sentivano a disagio. Era, quello, il luogo naturale degli incanti.

Crollò nei suoi pensieri, lasciandosi trascinare dalla pioggia, perdendo lo sguardo tra i tetti del Mala Straná. Le luci delle finestre, pian piano, si spegnevano, una dietro l’altra. La città si addormentava.

 

Author: Viova

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