Il bosco addormentato, Rebecca Dautremer

Author: Viova /

 

Rebecca Dautremer ci parla a modo suo di una fiaba che tutti conosciamo: la bella addormentata nel bosco. Ma qui ad essere addormentato è il bosco intero, che poi un bosco nemmeno lo è: sono personaggi fiabeschi e persone comuni ai lati delle strade, immobili accanto a un tavolino con una tazza di caffè o in una stazione ferroviaria. Un incontro di pugilato, uno spazzafoglie, dei bambini su delle altalene in un parchetto. Scene statiche, a colori, di una bellezza unica, accompagnate da pagine bianche e personaggi che si muovono e parlano, appena abbozzati. Un anziano e un giovane camminano nel bosco addormentato e commentano ciò che succede, ma rimanendo sempre su uno sfondo bianco, osservando chi è colto dal sortilegio come da un mondo a parte, isolato anche se vivo. Abbiamo i colori e abbiamo il bianco e nero, abbiamo le parole e abbiamo il silenzio, abbiamo il movimento e abbiamo l’immobilità, abbiamo le linee e abbiamo la profondità: due mondi divisi, inconciliabili, dove persino lo scorrere del tempo funziona in modo diverso. Cosa si nasconde dietro al sonno? Cosa si nasconde dietro questa divisione? La paura a volte può far più rischi che un sortilegio. Ci vuole coraggio. C’è sempre un ponte che può collegare gli universi, oltre ogni male: l’amore.

Il bosco addormentato è un albo per bambini, ma come ogni buon libro per bambini che si rispetti, può insegnare molto anche agli adulti: con uno sguardo attento possono ritrovare significati scavando sempre più a fondo, ma possono anche tornare un po’ bambini e lasciarsi andare al semplice susseguirsi di immagini e colori. Ho apprezzato moltissimo la tecnica narrativa: l’anziano narratore eterodiegetico che cammina contemporaneamente dentro e fuori al mondo illustrato, il suo compagno di viaggio che si trasforma da osservatore esterno a personaggio. Le qualità artistiche della Dautremer non possono nemmeno essere messe in discussione: giochi di prospettiva e messe a fuoco, dettagli ai lati del riquadro, colori delicati. Tutta la storia sembra fondarsi su coppie oppositive, e punti d’incontro: anche la realtà e la fantasia fanno parte di questo gioco. Ambientazione anni ’40 (con quella locandina del film “Il grande sonno”), anni ’10 (con il manifesto dell’incontro di boxe datato 1916) e re, regine e principi da fiaba <<fuori dalla storia>>: un po’ come a voler ricordare che ciò che abbiamo dentro al cuore può non solo risvegliarci da ogni sonno, ma anche portarci di qui e di là dalla soglia di realtà.

Author: Viova 

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