La ricerca del leone, Russell Hoban

Author: Cetty /

 

Salve a tutti lettori,

vi parlo di un libro partendo da una citazione che ha fatto scattare in me tutta la curiosità che ho riversato nella lettura, tutta la curiosità che si è impossessata di me facendomi staccare a fatica dal testo.

“Me ne compiaccio” disse Jachin-Boaz “perché il passato è il padre del presente, proprio come io sono tuo padre. E se il passato non può insegnare al presente e il padre non può insegnare al figlio, la storia poteva fare a meno di andare avanti e il mondo ha sprecato un sacco di tempo”.

Boaz-Jachin guardò la mappa sulle pareti. “Là non c’è il passato” disse. “Là c’è soltanto il presente, nel quale ci sono le cose che il passato si è lasciato dietro”.

Un padre, Jachin-Boaz, ed un figlio, Boaz-Jachin, legati da una passione, la passione per le mappe. Il padre lo fa di mestiere, disegna e vende mappe su richiesta, il figlio cerca di imitarlo provando a disegnare una mappa tutta sua. Ma un giorno il padre confida al figlio il suo ultimo lavoro: sta lavorando ad una mappa destinata a lui. Durante la stesura della mappa Jaquin-Boaz non si rende conto che la sta disegnando a forma di leone e a farlo notare è proprio suo figlio. Il padre si sorprende: perché d’improvviso la figura del leone? Non si vedono leoni ormai da tanto tempo, sono tutti estinti ormai. Ma perché la mappa prende sempre più la forma del leone?

Entrambi sentono costantemente la presenza di questo leone nella mente, e per di più lo vedono palesarsi fisicamente davanti a loro. Ma tutto questo è possibile? Perché proprio a loro? Ed è così che il padre, preso dalla curiosità, decide di lasciare la propria casa, la moglie ed il figlio, per andare alla ricerca del leone, portando con sé la mappa. Ma il figlio, deluso dal comportamento del padre, si mette anch’esso in viaggio per trovate il padre e chiedergli finalmente perché ha rubato una mappa disegnata appositamente per lui.

“Che cos’è una mappa? C’è soltanto un luogo, e quel luogo è il tempo. Io sono nel tempo in cui è stato trovato un leone.”

È stata una bella avventura, non mi sono mai annoiata a leggere. Non ho apprezzato molto un personaggio: la moglie di Jachin-Boaz. L’ho trovato troppo statica, ferma, senza una minima reazione, senza forse nemmeno la voglia di ribellarsi alla situazione che la circonda.

La scrittura è molto semplice, le pagine scorrono via velocemente, perché i fatti si susseguono senza sosta, ad ogni capitolo un’avventura sempre nuova. Ho apprezzato molto il finale ed anche la metafora che è stata attribuita al leone, sebbene sulle prime non si riesca subito a percepire. Ma sono convinta di una cosa: per cogliere al meglio l’essenza del libro credo che bisognerebbe rileggerlo, perché ho avuto la sensazione che qualcosa possa sfuggire.

Se non l’avete ancora letto ve lo consiglio, è un libro che merita tanto!

Author: Cetty

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