Nudi e crudi, Alan Bennett

Author: Concetta //

“Vi hanno davvero lasciato in mutande” commentò Croucher, il suo assicuratore. “No” disse Mr Ramsone. “Si sono portate anche quelle”.

Salve a tutti lettori, eccomi tornata per parlarvi di un libro abbastanza corto (conta solo 95 pagine) ma che mi ha messo un po’ in difficoltà, perché durante la lettura non riuscivo a capire quale fosse la reazione giusta da avere: come diciamo qui in Sicilia, non sapevo se piangere o ridere.

Ora vi spiego meglio il perché.

L’autore, Alan Bennett, ci racconta di una coppia sposata da più di trent’anni, lui avvocato, lei casalinga ormai rassegnata alla routine. Tornati a casa dopo un’uscita, scoprono di esser stati derubati, ma non derubati solo degli oggetti di valore, soldi o gioielli, come solitamente avviene in questi casi: i ladri hanno portato via letteralmente tutto. Non un oggetto è rimasto a casa, nemmeno i sanitari del bagno.

Io, appena ho iniziato a realizzare ciò che era successo, devo esser sincera, mi son messa a ridere: la situazione volgeva effettivamente sul comico, per l’assurdità della situazione. La coppia denuncia alla polizia l’accaduto e iniziano le indagini.  Tra ipotesi e dubbi, si cerca di identificare i ladri e di dar loro un volto.

Non scendo nei particolari, perché il libro è veramente corto e rischierei di rivelare troppo. Ma una cosa voglio dirvela: il libro non si limita ad essere un giallo, raccontandoci solo del furto: Alan Bennett scende un po’ più sul personale, va oltre, cerca di farci capire le ripercussioni psicologiche che il furto ha avuto sui nostri personaggi e le conseguenze che ci saranno.

I protagonisti non mi hanno fatto impazzire: lui l’ho trovato troppo pieno di sé e presuntuoso, lei un po’ anonima. Sebbene sulle prime la moglie di Ramsone mi sia sembrata apatica, a lungo andare mi sorprende, perché in prima battuta è proprio lei che cambia la sua visione della vita, che si mette in gioco per ricominciare tutto daccapo, riuscendo a vedere nei piccoli oggetti comprati per arredare nuovamente casa, un significato tutto diverso, dandogli la giusta importanza, senza essere troppo superficiale. Lui, invece, l’avrei strangolato, di una freddezza unica. Ma a questi comportamenti c’è sempre un motivo, e se leggerete il libro lo scoprirete!

Il finale non mi è piaciuto molto: pensavo (o forse speravo) in un lieto fine, ma nonostante ciò è un libro piacevole e molto scorrevole. Non ci sono paroloni, non è strutturato in maniera particolare, è un libro semplice, corto ma intriso di avvenimenti.

Se l’avete letto sono curiosa di sapere le vostre impressioni, soprattutto riguardo il finale: anche per voi poteva essere strutturato diversamente?

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