La vera storia del pirata John Long Silver, Bjorn Larsson

/ Viova

Quando ti imbarchi per un’avventura, non sai mai quello che ti aspetta.

La vera avventura del pirata John Long Silver ci porta nella vita del famoso pirata dell’Isola del tesoro di R.L. Stevenson. Silver, ormai anziano, decide di mettere su carta la propria vita, per lasciare una traccia, per capirne il significato, per acquietare il proprio spirito mai calmo.

È un vortice da cui è difficile uscire: una trama fitta, intrigante, avventurosa; un racconto in prima persona intessuto di riflessioni, ripensamenti, emozioni.

Entriamo nella mente di un personaggio sfuggente, dalla morale ambigua, dall’intelligenza acuta: Silver, l’unico pirata al mondo che sapesse cosa significava vivere davvero, che dava il giusto valore alla vita, che arrivava al vero nocciolo delle cose. Continua a ribadirlo, ne è ossessionato, tanto che deve mettere tutto per iscritto, per convincersi fino in fondo di questa presunta verità che l’ha sempre guidato nella sua vita. Ciò che più di tutto trascina nella lettura è la sua personalità forte, affascinante, unica: che si mostra negli episodi che vive, nei modi brillanti in cui riesce sempre a cavarsela, nelle battute giuste al momento giusto; e nella scrittura, nel ricordo che fa della propria incredibile esistenza. È la scrittura che collega tutto, è quasi lei la protagonista del libro. È il Silver scrittore, più che il Silver pirata, a farci rimanere senza fiato. In attesa di scoprire come andrà a fine non la singola avventura, ma il tormento dell’uomo che ricorda il passato. John Long Silver, cosa troverà in fondo alla sua vita? In fondo a tutte le proprie parole?

Il mio primo pensiero, al momento, era di riprendere il racconto dove l’avevo lasciato, ma poi mi sono chiesto se non è solo per leggerezza che, finora, ho ripercorso gli avvenimenti della mia vita nell’ordine in cui sono accaduti, sì, quasi con la precisione di un cronometro. Non mi ero forse detto che la sola vita che si possa davvero definire mia, era quella che mi turbinava in testa a seconda di come soffiava il vento dei ricordi? E non avevo creduto che questa mia vita non sarebbe stata che un tumulto dove una cosa avrebbe condotto all’altra, prima la gamba, poi Deval, quindi Dunn e forse Edward England, e quest’ultimo mi avrebbe magari fatto pensare a Plantain, il cui ricordo mi avrebbe a sua volta portato a Defoe e così via, all’infinito, finché dentro di me non fosse rimasto che il vuoto? Ma dentro di me non fosse rimasto che il vuoto? Ma  avendo iniziato a scrivere che sono nato — precisazione perfettamente inutile, va detto — mi sono poi lasciato trascinare su quella strada. Leggerezza? Si, forse, ma anche curiosità, come se la mia vita fosse una bella storia raccontata davanti all’albero maestro. Come diavolo è andata a finire cosi, mi chiedo? E forse comincio a capire che la mia seconda vita, ingovernabile come una tempesta con i suoi lampi di ricordi, non può essere scritta. E neppure è più vera dell’altra, quella che inizia con la mia nascita o con quel che si vuole, perché tutt’e due, alla fin fine, non esistono che nella mia testa. Per quel che riguarda la verità di entrambe, quindi, sono ugualmente in alto mare.

Chi ha sognato con l’Isola del Tesoro, qui scoprirà il passato del personaggio più amato e odiato da Jim: l’amico-traditore, il pirata che sapeva sempre da che parte stare, il bugiardo, il crudele. Colui che, nonostante tutto, arrivava sempre dove voleva arrivare. L’avventura dell’isola del tesoro è solo una delle tante: prima Silver affronta situazioni di ogni tipo, dalle navi di schiavi (e lui, sarà padrone o schiavo?), alle storie d’amore, alle taverne delle città portuali. E poi: il mare, protagonista anche lui in questa storia (e nelle altre storie di Larsson).

L’acqua era calda, e riusciva appena a rinfrescarmi. Era di un turchese molto pallido, con riflessi di berillio verde e acquamarina. È curioso, eppure è vero, che ogni oceano ha il suo colore, le sue sfumature, diverse e particolari, di blu, verde e grigio, che si mescolano con il variare delle correnti, dei venti, delle tempeste di sabbia, dell’inclinazione del sole, delle nuvole e  della temperatura, in quell’insieme caratteristico di ciascun mare. Era anche per vedere e scoprire cose come queste, che ero vissuto. Si finisce facilmente a dimenticarlo, in vite come la mia. Chi l’avrebbe creduto che in tutto quello scompiglio ci fosse posto anche per la bellezza? Eppure ho avuto le mie pietre preziose e tutte quelle ore che ho passato appoggiato alla murata a non far altro che guardare il mare. Ho visto il sole tramontare ln un mare di fuoco liquido e sorgere come una sfera di rame incandescente. Ho visto la luna far risplendere i veli del cielo notturno come fuochi fatui e rispecchiarsi nel lento respiro delle onde. Ho visto il mare così liscio e l’aria così trasparente che la volta stellata sembrava sdoppiarsi al punto che non si capiva più qual era il sotto e quale il sopra, e pareva di veleggiare dentro a un globo splendente di luci. Ho visto cieli e nubi che un artista avrebbe impiegato un’esistenza intera a cercare di riprodurre. Sì, la mia vita è fatta anche di queste cose, e anche solo per queste valeva la pena di vivere, nonostante siano impresse nella mia memoria meno di altre.

Bjorn Larsson crea personaggi tratteggiati con cura, filtrati sempre dalla preziosa mente di Silver, ma capaci di rimanere impressi anche loro: dai personaggi femminili, sempre particolari e pieni di energia, ai pirati con cui Silver si troverà a condividere i bottini. E una parola in più va spesa anche per Defoe, il famoso scrittore di storie di pirati che Silver incontra. Un bellissimo omaggio a uno scrittore immenso e amato da Larsson, che qui si mostra nella sua umanità curiosa, insoddisfatta, vitale.

La scrittura è scorrevole, chiara e limpida. Alcuni momenti sono estremamente poetici (tantissime le frasi che ho segnato per la loro bellezza).  La sovrapposizione dei due Silver – colui che vive e colui che ricorda – non è mai pesante.

Il foglio di carta bruna era posato davanti a me in quella luce abbagliante, nudo, intatto, seducente come il corpo avvolto dal sole di Elisa, irresistibile come gli occhi fieri di Dolores, aperto a qualsiasi storia e a qualsiasi vita. Non c’era che da scegliere.

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